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Cooperazione Economica

 

Cooperazione Economica

Le relazioni economiche bilaterali

 

Introduzione

 

La cooperazione economica è uno degli assi portanti delle relazioni fra l’Italia e il Brasile. Negli ultimi anni sono stati realizzati importanti eventi ad alto livello istituzionale, che hanno contribuito a rafforzare in maniera decisiva la cooperazione economica bilaterale.

 

Nel novembre 2017 si assiste a due incontri molto positivi nella capitale italiana. Il primo tra il Ministro della Pianificazione del Bilancio del Brasile Dyogo Henrique de Oliveira e i due Ministri Delrio e Calenda. La visita ha voluto rimarcare l’importanza dell’auspicato accordo di libero scambio tra l’Ue e il Mercosur, la rilevanza dei programmi di investimento bilaterali e della forte collaborazione e partecipazione nei progetti infrastrutturali da parte delle imprese italiane. Successivamente, il Ministro Angelino Alfano incontra il suo omologo, il Ministro brasiliano Nunes Ferreira, per un confronto sul rafforzamento del Partenariato strategico Italia - Brasile, sottolineando la centralità dei rapporti economici che rivestono un ruolo importantissimo tra i due Paesi, grazie alla piena complementarietà dei rispettivi mercati.

 

Nell’anno 2016 si segnala la Missione di Sistema guidata dal Sottosegretario di stato allo Sviluppo Economico, Ivan Scalfarotto (Brasilia - San Paolo, 23-25 novembre 2016), caratterizzata da incontri di alto livello con interlocutori istituzionali brasiliani e da un’ampia partecipazione di aziende italiane di vari settori.

 

Nel 2015 nella capitale Brasilia c’è stata la realizzazione del VI Consiglio di Cooperazione bilaterale e la rilevante partecipazione brasiliana a Expo Milano (il Brasile è stato fra i Paesi protagonisti con uno dei maggiori padiglioni nazionali). Va segnalata inoltre la visita in Brasile dell’allora Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Paolo Gentiloni, accompagnato da un’importante delegazione imprenditoriale, a novembre. Durante la missione è stato firmato un Memorandum d’Intesa (MoU) con l’allora Ministro brasiliano della Pianificazione Economica, Nelson Barbosa, dedicato alla cooperazione bilaterale e alla promozione degli investimenti nei settori delle infrastrutture e dell´energia. A seguito di tale intesa, infine, è stata formalizzata la creazione del Gruppo di Lavoro bilaterale (GdL), previsto dall’art. 4 del citato MoU, coordinato dall’Ambasciata d'Italia e dal Ministero della Pianificazione economica brasiliano.

 

Il GdL rappresenta la cornice istituzionale all’interno della quale approfondire le opportunità di cooperazione nei settori citati, mettendo intorno al tavolo le principali imprese italiane interessate e i rappresentanti delle Autorità brasiliane competenti per materia, nell’ambito dei programmi d’investimento varati dal governo brasiliano come il “Programa Crescer”, lanciato dal Governo Temer e finalizzato a facilitare i partenariati pubblico-privato (PPP) e a incentivare la partecipazione degli investitori internazionali.

 

A oggi si sono svolte sette riunioni del GdL (delle quali una realizzata alla presenza dell’allora Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi) dedicate alle opportunità offerte dai settori energia e delle infrastrutture stradali, aeroportuali, portuali e ferroviarie, oltre che ad aspetti trasversali quali le possibilità di finanziamento dei vari progetti.

 

I rapporti economici bilaterali: scambi commerciali e investimenti

 

Alcuni dati aiutano a spiegare meglio l’importanza del Brasile come partner per le nostre imprese, sia in termini di investimenti che di interscambio commerciale.

 

L’intercambio commerciale è tornato a crescere (del 7% a 7,5 miliardi) dopo tre anni consecutivi di flessione. Nonostante la recente ripresa, esso è tuttavia del 35% inferiore rispetto al picco del 2011. Il surplus commerciale italiano è leggermente aumentato (397 milioni di dollari, da 381), nonostante la dinamica più forte delle importazioni dal Brasile (+7,2%) rispetto alle nostre esportazioni (+6,9%). Tra queste ultime si segnala comunque la significativa crescita dei prodotti farmaceutici italiani (+18,2%), dei motori (+44,6%) e della nafta (+504,8%).

 

L’Italia rappresenta l’undicesimo mercato di sbocco per le merci brasiliane (1,6 per cento la quota dell’Italia sul totale delle esportazioni brasiliane) mentre è il settimo fornitore del Brasile (il secondo tra i paesi europei, dopo la Germania e prima della Francia, con una quota sul totale delle importazioni brasiliane di circa il 2,6%). I pattern di commercio non sono significativamente variati negli ultimi anni. Il Brasile continua a esportare essenzialmente prodotti del regno vegetale e animale (25% del totale, includendo caffè e carni), carta e cellulosa (18%), minerali ferrosi (11%) e cuoio e pelli (10%) mentre importa macchinari e apparecchi elettrici (37%) e prodotti chimici e farmaceutici (20%).

 

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Per quanto concerne lo stock di investimenti diretti, le ultime statistiche disponibili del Banco Centrale del Brasile relative al 2015 (censimento 2016) vedono l’Italia in decima posizione tra i Paesi investitori con quasi 11 miliardi di dollari (secondo il metodo di calcolo della controparte finale, che tiene conto dell’effettiva proprietà dei capitali). I dati sui flussi tra gennaio 2016 e novembre del 2017 vedono l’Italia in ottava posizione, con 4,3 miliardi di dollari.

 

Per quanto concerne la composizione degli stock, gli investimenti italiani in Brasile (secondo il concetto dell’investitore finale) si concentrerebbero prevalentemente nell’industria di trasformazione (33,6%), nei settori dell’informazione e delle telecomunicazioni (28%), dell’elettricità e del gas (14,9%) e finanziario (9,2%).

 

Ancora molto limitati, invece, gli investimenti in Italia da parte di imprese brasiliane, del resto ancora poco propense a internazionalizzarsi, soprattutto al di fuori delle tradizionali aree di interesse rappresentate dal Cono Sud, dall’Africa e dagli Stati Uniti.

 

Il censimento della presenza imprenditoriale italiana registra ad oggi oltre 1000 filiali e stabilimenti produttivi operanti in Brasile, che contribuiscono in maniera significativa alla creazione di posti di lavoro, anche grazie all’indotto generato. Nel Paese sono presenti alcune delle maggiori realtà industriali italiane, tra cui Fiat, Fincantieri, Tim, Pirelli, Intesa San Paolo e altri.

 

Per quanto concerne la localizzazione geografica degli investimenti italiani, oltre che negli Stati del sud, più sviluppati economicamente e meta preferita della nostra imprenditoria (oltre la metà delle nostre aziende sono concentrate nello Stato di San Paolo), le imprese italiane si stanno affacciando nel nord est (Pernambuco, Maranhão, Bahia) ma anche nel centro (Goiás, Mato Grosso do Sul).

 

E' qui disponibile una sintetica Scheda Paese dedicata al Brasile.

 

Per ulteriori informazioni si invita a consultare inoltre il sito www.infomercatiesteri.it

 


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