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Cooperazione Economica

 

Cooperazione Economica

Le relazioni economiche bilaterali

 

Le relazioni fra Italia e Brasile, di cui la cooperazione economica rappresenta un asse importante, attraversano una fase molto positiva.

Alcuni dati aiutano a spiegare meglio l’importanza del Brasile come partner per le nostre imprese, sia in termini di investimenti che di interscambio commerciale.

1. Commercio Bilaterale

Nel 2018 il commercio bilaterale ha proseguito il recupero (+1,8%, a 7,248 miliardi di euro), dopo che nel 2017 era tornato a crescere (del 10% a 7,118 miliardi di euro) ponendo fine a tre anni consecutivi di flessione dovute alla crisi economica in Brasile. Dopo una contrazione tra il 2016 e il 2017, il saldo commerciale a favore dell’Italia si è nuovamente ampliato a 509 milioni di Euro (da 486 milioni circa nel 2017).

Le importazioni del Brasile dall’Italia ammontavano nel 2018 a 3,878 miliardi di Euro. Le importazioni di macchinari e apparecchiature elettriche dall’Italia – che rappresentano circa il 30% del totale – sono tornate a crescere nel 2018 (+11% rispetto al 2017), in particolare quelle di macchine per imballaggi (+53,1%), giungendo a 1,167 miliardi di Euro. La seconda voce più importante ha riguardato i prodotti chimici (394 milioni di euro, +3,8 rispetto al 2017) seguita da autoveicoli, rimorchi e semirimorchi (349 miloni di Euro) e da prodotti farmaceutici (313 milioni di Euro). I settori di maggiore crescita per le nostre esportazioni nel 2018 sono stati i prodotti tessili (+27,3%, 31,6 milion di Euro), le apparecchiature elettriche (+16,3%, 242,8 milioni di Euro) e i prodotti della metallurgia (+14%, 116,2 milioni di Euro).

Le esportazioni del Brasile verso l’Italia ammontavano nel 2018 a 3,370 miliardi di Euro. Sono tradizionalmente composte da materie prime e prodotti di base (per oltre i tre quarti del totale). Le esportazioni di carta e cellulosa – che rappresentano la singola voce più importante (24,1% del totale nel 2018) – hanno mostrato lo scorso anno un particolare dinamismo (+37,3%) mentre gli altri prodotti di base più importanti hanno invece registrato una contrazione (-5,1% i metalli, -6,0% il caffè e -24,7% la soia). Tra le esportazioni brasiliane a maggior valore aggiunto crescono quelle di macchinari e apparecchiature elettriche (si tratta in particolare di pezzi e cilindri per motori diesel).

L’Italia rappresenta il dodicesimo mercato di sbocco per le merci brasiliane (1,5 per cento la quota dell’Italia sul totale delle esportazioni brasiliane) mentre è il settimo fornitore del Brasile (il secondo tra i paesi europei, dopo la Germania e prima della Francia, con una quota sul totale delle importazioni brasiliane di circa il 2,5%).

2. Investimenti

In termini di flussi, secondo dati pubblicati ad aprile 2019 dal Ministero dell’Economia brasiliano, l’Italia è diventato il principale investitore tra i Paesi che hanno firmato un memorandum d’intesa in materia di facilitazione di investimenti (Stati Uniti, Cina, Giappone, Francia). Secondo tale studio, il flusso di investimenti annunciati dall'Italia per il 2018 ammontava a circa 3,5 mld di USD. Quelli per il primo trimestre del 2019 erano pari a quasi 5 miliardi di USD. Tali dati non tengono conto degli investimenti di circa 4 miliardi di USD recentemente annunciati da FCA per il prossimi anni.

Per quanto concerne lo stock di investimenti diretti, le ultime statistiche disponibili del Banco Centrale del Brasile relative al 2015 (censimento 2016) vedono l’Italia in decima posizione tra i Paesi investitori con quasi 11 miliardi di dollari (secondo il metodo di calcolo della controparte finale, che tiene conto dell’effettiva proprietà dei capitali). I dati sui flussi tra gennaio 2016 e novembre del 2017 vedono l’Italia in ottava posizione, con 4,3 miliardi di dollari.

Per quanto concerne la composizione degli stock, gli investimenti italiani in Brasile (secondo il concetto dell’investitore finale) si concentrerebbero prevalentemente nell’industria di trasformazione (33,6%), nei settori dell’informazione e delle telecomunicazioni (28%), dell’elettricità e del gas (14,9%) e finanziario (9,2%).

Ancora molto limitati, invece, gli investimenti in Italia da parte di imprese brasiliane, del resto ancora poco propense a internazionalizzarsi, soprattutto al di fuori delle tradizionali aree di interesse rappresentate dal Cono Sud, dall’Africa e dagli Stati Uniti.

3. Presenza imprenditoriale italiana in Brasile

Nel giugno 2019 L’Ambasciata ha censito 972 filiali di imprese italiane, un aumento di circa il 20% rispetto all’ultimo censimento effettuato nel 2013. Sul piano qualitativo, le imprese italiane hanno ormai acquisito un ruolo di primo piano su questo mercato in settori strategici per l’economia brasiliana, come energia, telecomunicazioni, acciaio, autostrade e automotive.

Per quanto concerne la localizzazione geografica degli investimenti italiani, oltre che negli Stati del sud, più sviluppati economicamente e meta preferita della nostra imprenditoria (oltre la metà delle nostre aziende sono concentrate nello Stato di San Paolo), le imprese italiane si stanno affacciando nel nord est (Pernambuco, Maranhão, Bahia) ma anche nel centro (Goiás, Mato Grosso do Sul).

Per ulteriori informazioni si invita a consultare il sito www.infomercatiesteri.it

 

DIPLOMAZIA ECONOMICA: PUBBLICAZIONE DI "FAQ" SULL'ASSISTENZA ALLE IMPRESE.

L’attività di informazione e comunicazione alle aziende sulla diplomazia economica costituisce una priorità per il MAECI e la sua rete all’estero. In linea con questa azione di comunicazione, è disponibile sul sito istituzionale di questa Ambasciata una serie di "FAQ" per le imprese di facile consultazione, che descrivono in maniera sintetica ed operativa quando e con che modalità ci si può rivolgere alle Ambasciate e ai Consolati sui mercati esteri. Ciò con l'obiettivo di accrescere la consapevolezza da parte degli operatori del ruolo della
diplomazia economica, nonché delle sue specificità rispetto agli strumenti di sostegno all'internazionalizzazione messi a disposizione da altri soggetti. La diplomazia economica costituisce infatti uno strumento di grande utilità per accompagnare le aziende nei rispettivi processi di internazionalizzazione su mercati esteri.

 

FAQ https://www.esteri.it/mae/it/servizi/sportello_info/domandefrequenti/quale-assistenza-per-le-imprese-italiane-all-estero.html

 


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