﻿{"id":1388,"date":"2023-04-21T22:03:36","date_gmt":"2023-04-21T20:03:36","guid":{"rendered":"https:\/\/ambbrasilia.esteri.it\/?page_id=1388"},"modified":"2023-04-21T22:03:36","modified_gmt":"2023-04-21T20:03:36","slug":"brasilia-sessantanni-fa-la-storia-della-sede","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/ambbrasilia.esteri.it\/it\/chi-siamo\/la-sede\/brasilia-sessantanni-fa-la-storia-della-sede\/","title":{"rendered":"Brasilia, sessant&#8217;anni fa &#8211; La storia della sede"},"content":{"rendered":"<p><strong>La storia<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1384 img-fluid\" src=\"https:\/\/ambbrasilia.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/sede-Italia-300x198.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"198\" srcset=\"https:\/\/ambbrasilia.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/sede-Italia-300x198.jpg 300w, https:\/\/ambbrasilia.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/sede-Italia.jpg 490w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><em>Brasilia, Setor de Embaixadas Sul (Settore delle Ambasciate Sud): lotto donato al Governo italiano e destinato alla costruzione dell&#8217;Ambasciata d\u2019Italia\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alla fine del 1958 il Governo brasiliano dona appezzamenti di terreno di 25.000 metri quadrati ai Paesi amici affinch\u00e9 possano costruire le nuovi sedi delle rispettive ambasciate.<\/p>\n<p>Nel novembre del 1959 l&#8217;allora Ministro Consigliere dell&#8217;Ambasciata d&#8217;Italia a Rio de Janeiro, Carlo Enrico Figlioli, sceglie il lotto n.30 del blocco 807 situato nel Settore delle Ambasciate Sud.<\/p>\n<p>Su questo terreno &#8211; uno dei migliori, per via della vista sul lago Parano\u00e1, che all&#8217;epoca \u00e8 poco pi\u00f9 di un campo coperto di arbusti &#8211; \u00e8 costruita la prima costruzione simbolica: una piccola casa per il custode.<\/p>\n<p>Ma la storia della vera e propria costruzione della nuova sede dell&#8217;Ambasciata d\u2019Italia a Brasilia inizia soltanto alla fine del 1966, quando l&#8217;Itamaraty (il Ministero degli Affari Esteri del Brasile) si trasferisce da Rio de Janeiro a Brasilia.<\/p>\n<p>A poco pi\u00f9 di quarant&#8217;anni dall&#8217;inaugurazione l&#8217;edificio dell&#8217;Ambasciata continua a suscitare l\u2019ammirazione di chi ne percorre gli ambienti alzando lo sguardo verso le braccia aperte dei grandi pilastri ottagonali. Palazzo nobile in stile modernista, sin dalla sua costruzione e grazie alla lungimiranza dei protagonisti di quel tempo l&#8217;Ambasciata italiana contribuisce con orgoglio al ricco patrimonio architettonico della capitale del Brasile.<\/p>\n<p>Ogni anno, infatti, centinaia di studenti, futuri architetti e ingegneri delle regioni pi\u00f9 lontane del Brasile e del mondo, turisti e abitanti della citt\u00e0 varcano i suoi cancelli per ammirare una delle ultime opere del grande maestro dell\u2019ingegneria e dell\u2019architettura Italiane Pier Luigi Nervi, e per vivere l&#8217;emozione che la bellezza, segno distintivo dell&#8217;Italia, suscita anche in terre lontane della Madre Patria, grazie all\u2019eccelsa combinazione di tradizione, saperi e tecnica.<\/p>\n<p>Concepito e costruito in un clima di grandi aspettative, l&#8217;edificio dell&#8217;Ambasciata \u00e8 il risultato di circostanze peculiari che lo rendono unico per significato e storia.<\/p>\n<p>\u00c8 il luglio del 1969. Il Ministro degli Esteri Pietro Nenni scrive a Pier Luigi Nervi per affidargli l&#8217;incarico del progetto della futura Ambasciata italiana a Brasilia. La lettera trasmette tutta l&#8217;ammirazione che il Ministro nutre per \u201cl\u2019illustre ingegnere\u201d: \u00abil Governo italiano [&#8230;] nella considerazione che un suo progetto non potrebbe che dare lustro tanto all&#8217;Italia quanto al Brasile, desidererebbe poter affidare a Lei tale progettazione\u00bb [1].<\/p>\n<p>Nonostante lo stesso Ministero degli Affari Esteri abbia precedentemente dichiarato opportuno procedere tramite gara d&#8217;appalto nazionale, si decide che il progetto sar\u00e0 affidato a Nervi. La decisione giunge come diretta conseguenza delle richieste del Governo brasiliano, che &#8211; spiega il ministro Nenni nella lettera d\u2019incarico &#8211; \u201cci ha espresso il desiderio che il progetto per la costruzione venga affidato ad un nostro architetto di grande fama, la cui creazione possa contribuire all&#8217;abbellimento della nuova citt\u00e0 e fare di questa il punto d&#8217;incontro del pensiero dei maggiori architetti europei\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1385 img-fluid\" src=\"https:\/\/ambbrasilia.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/nervi-300x167.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"167\" srcset=\"https:\/\/ambbrasilia.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/nervi-300x167.png 300w, https:\/\/ambbrasilia.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/nervi.png 624w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/em><\/p>\n<p><em>Pier Luigi Nervi<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il 9 luglio 1969 Nervi accetta l\u2019incarico. Inizia una delle sue ultime avventure progettuali e costruttive. All&#8217;epoca l&#8217;ingegnere quasi ottantenne aveva gi\u00e0 ottenuto tutti i riconoscimenti che la comunit\u00e0 internazionale poteva attribuire. Le sue installazioni per le Olimpiadi di Roma avevano scatenato tra le varie associazioni internazionali di architetti una vera e propria gara per conferirgli premi e medaglie. I brevetti e l&#8217;immenso lavoro di Nervi erano da anni oggetto di esposizioni, motivo di dozzine di lauree honoris causa rilasciate da tutte le universit\u00e0 del mondo e argomento per tesi tradotte in diverse lingue.<\/p>\n<p>Esiste, inoltre, un altro aspetto storico importante e poco noto. Era da molto tempo che Nervi accarezzava l\u2019idea di poter progettare un&#8217;opera in Brasile: al termine della seconda Guerra Mondiale il suo amico Pietro Maria Bardi si era trasferito a San Paolo; Nervi era andato a trovarlo nel 1950, durante un viaggio in Sud America per la cerimonia di consegna del primo addottoramento honoris causa in Architettura (attribuitogli dall&#8217;Universit\u00e0 di Buenos Aires), e tra ottobre e novembre aveva tenuto alcune lezioni presso il MASP, il Museo di Arte di S\u00e3o Paulo, che dal 1947 era diretto proprio da Pietro Maria Bardi. In quell\u2019occasione era sorta una fruttuosa collaborazione con la moglie dell\u2019amico connazionale, l&#8217;architetta Lina Bo Bardi: nell&#8217;archivio di Nervi esistono tracce della supervisione strutturale realizzata dall\u2019ingegnere per il progetto della Casa de Vidro (1951) \u2013 la residenza della coppia progettata da Lina e oggi sede dell\u2019Istituto Bo Bardi &#8211; e per l&#8217;edificio Taba Guaianases (1953) [2].<\/p>\n<p>Ma gli anni \u201970 rappresentano un periodo difficile per l&#8217;Italia: sono anni agitati da rivolte studentesche, dall&#8217;autunno caldo, dalla strategia della tensione, da attentati e dalla crisi petrolifera.<\/p>\n<p>L&#8217;autorizzazione ad avviare il progetto esecutivo dell&#8217;Ambasciata tarda ad arrivare.<\/p>\n<p>Nel 1972 l&#8217;Ambasciata italiana lascia la sede di Rio de Janeiro e si stabilisce temporaneamente in un appartemanto del quartiere residenziale Asa Sul di Brasilia. Nel 1974 iniziano finalmente i lavori.<\/p>\n<p>Superati alcuni ostacoli iniziali, nel 1975 il modellino dell&#8217;edificio \u00e8 esposto alla XIII Biennale di San Paolo. Il 23 ottobre il responsabile della costruzione scrive da Brasilia: \u00abA meno di non cercare difettucci di finitura, l&#8217;opera \u00e8 uno spettacolo! Ricevo elogi tutti i giorni dalle persone pi\u00f9 diverse \u00bb. Il 29 ottobre il \u201cCorreio Braziliense\u201d dedica un articolo molto positivo all&#8217;opera e allo Studio Nervi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-1386 img-fluid\" src=\"https:\/\/ambbrasilia.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/tavole-progetto-300x120.jpg\" alt=\"\" width=\"445\" height=\"178\" srcset=\"https:\/\/ambbrasilia.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/tavole-progetto-300x120.jpg 300w, https:\/\/ambbrasilia.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/tavole-progetto-1024x410.jpg 1024w, https:\/\/ambbrasilia.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/tavole-progetto-768x307.jpg 768w, https:\/\/ambbrasilia.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/tavole-progetto.jpg 1139w\" sizes=\"auto, (max-width: 445px) 100vw, 445px\" \/><\/p>\n<p><em>Tavole del progetto &#8211; fonte: Electa<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per completare il complesso viene chiamato l&#8217;architetto paesaggista brasiliano Ney Dutra Ururahy, che elabora un progetto per giardini riccamente colorati da una selezione di specie vegetali prevalentemente brasiliane e, soprattutto, dalle fioriture: pi\u00f9 di cento bouganville e lill\u00e0, dozzine di arbusti tibouchina, stelle di natale messicane, azalee, ibisco, orchidee purpuree di Hong Kong e spettacolari flamboyant regalano allo spettatore decine di sfumature di rosso.<\/p>\n<p>Del progetto di decorazione d&#8217;interni se ne occupa personalmente lo Studio Nervi.<\/p>\n<p>I marmi (granito verde di Ubatuba, rosa imperiale, blu di Bahia, rosso Jacaranda, grigio Andorinha) e i legnami (parquet e boiserie in Sucupira e Jacarand\u00e1-paulista) sono scelti sul mercato brasiliano. Altre finiture sono di origine italiana &#8211; come i pezzi d&#8217;artigianato sardo &#8211; e arrivano nel Planalto centrale con corrieri postali internazionali.<\/p>\n<p>Curiosamente, un aiuto fondamentale a sostenere il costo della decorazione dell\u2019edificio viene dalla peculiare situazione storico-finanziaria dell\u2019epoca: la svalutazione della moneta brasiliana e la crisi della lira rispetto al dollaro consentono l&#8217;accumulo di una piccola fortuna, che sar\u00e0 appunto destinata alla decorazione e utilizzata per commissionare opere d&#8217;arte (come la scultura metallica \u201cNucleo\u201d che adorna la fontana posta sulla copertura del monumentale salone delle feste, opera dell&#8217;artista italo-brasiliano Roberto Moriconi).<\/p>\n<p>\u00c8 il gennaio del 1977 quando gli uffici e i funzionari si trasferiscono nella nuova sede. Il 2 giugno 1977 l&#8217;Ambasciata \u00e8 inaugurata con il primo ricevimento ufficiale.<\/p>\n<p>Ma il cantiere non \u00e8 ancora concluso. Il tetto ha un problema di infiltrazioni d&#8217;acqua che pare non avere fine, e solo il 24 novembre 1978 viene finalmente firmato il rapporto finale che sancisce il completo funzionamento dell&#8217;edificio.<\/p>\n<p>Il 28 giugno 1979 l&#8217;allora Ambasciatore d&#8217;Italia a Brasilia scrive una lettera di congratulazioni allo Studio Nervi. Ma il principale autore dell&#8217;opera non potr\u00e0 mai leggere quella missiva: Pier Luigi Nervi \u00e8 morto pochi mesi prima, il 9 gennaio dello stesso anno. Pochi mesi dopo anche lo Studio Nervi chiude, lasciando all&#8217;Ambasciata italiana a Brasilia l&#8217;importante compito di rappresentare una delle sue ultime, grandiose opere e un intero paese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>[1] A fonte principal para as informa\u00e7\u00f5es hist\u00f3ricas relativas \u00e0 edifica\u00e7\u00e3o da sede dipl\u00f3matica italiana em Bras\u00edlia \u00e9 o livro \u201d Pierluigi Nervi. <\/em><em>L&#8217;Ambasciata d&#8217;Italia a Brasilia\u201d, Sergio Poretti, Tullia Iori, Ed. ElectaArchitettura, Mil\u00e3o, 2018.<\/em><\/p>\n<p><em>[2] Veja-se Il complesso Guajanazes a San Paolo, arch. Lina Bo Bardi e ing. Pier Luigi Nervi, em \u00abDomus\u00bb, 282, 1953, pp. 4-7; Multi-storey block \u201cTaba Guaianases\u201d for a radio &amp; television company, S\u00e3o Paulo; Designed by: Lina Bo Bardi &amp; P. L. Nervi, em \u00abHabitat\u00bb, S\u00e3o Paulo, 14, 1954, pp. 4-10.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La storia Brasilia, Setor de Embaixadas Sul (Settore delle Ambasciate Sud): lotto donato al Governo italiano e destinato alla costruzione dell&#8217;Ambasciata d\u2019Italia\u00a0 &nbsp; Alla fine del 1958 il Governo brasiliano dona appezzamenti di terreno di 25.000 metri quadrati ai Paesi amici affinch\u00e9 possano costruire le nuovi sedi delle rispettive ambasciate. 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