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La Sede

AMBASCIATA PORTE APERTE – In alcuni periodi dell’anno, l’ambasciata italiana a Brasilia apre le sue porte ai visitatori interessati a scoprire le peculiarità architettoniche e artistiche dell’edificio progettato da Pier Luigi Nervi e sede della Missione Diplomatica. L’Ambasciata accoglierà i visitatori gratuitamente e li accompagnerà alla scoperta dell’ammirevole lavoro architettonico di Pier Luigi Nervi, illustre ingegnere italiano che ha collaborato con architetti di fama internazionale, come Le Corbusier e Louis Kahn, e progettato opere famose come il Palazzo dell’Unesco a Parigi, l’Australian Square di Sydney, la Torre della Borsa di Montreal, la Cattedrale di St. Mary a San Francisco, la Sala delle udienze pontificie in Vaticano (Sala Nervi) ed il grattacielo Pirelli di Milano.

Le date delle visite sono divulgate su questo sito (tra le notizie in prima pagina e nella sezione “Sala stampa”) e tramite i nostri social.

 

Juscelino Kubitschek, Presidente della Repubblica dal 1956 al 1961, realizzò quanto scritto nella Costituzione del Brasile circa la nuova capitale del paese, costruendo Brasilia nell’altopiano centrale.

Ai Paesi con cui il Brasile intratteneva relazioni diplomatiche furono donati lotti di terreno di uguale dimensione (25.000 m²) affinché costruissero le proprie Ambasciate.

L’allora Ministro Consigliere dell’Ambasciata d’Italia a Rio de Janeiro, Carlo Enrico Figlioli, scelse nel novembre del 1959 il lotto 30 del quartiere numero 807 del Settore Sud delle Ambasciate.

Fu così edificata su quel terreno, uno dei migliori per via della vista sulla conca del futuro Lago Paranoà (che all’epoca era ancora poco più di un campo di arbusti) la prima costruzione simbolica: una piccola casa per il custode.

I lavori di costruzione della nuova sede dell’Ambasciata furono iniziati alla fine del 1966, quando l’Itamaraty (il Ministero degli Affari Esteri brasiliano) si trasferì da Rio de Janeiro a Brasilia.

Lo stretto legame tra Italia e Brasile, fondato sui milioni di brasiliani che discendono dagli italiani emigrati nel XVIII e XIX secolo, si
riflette nella speciale relazione tra le due capitali, che celebrano la propria fondazione nello stesso giorno: il 21 aprile.

Per sancire questo collegamento ideale tra la più antica capitale del mondo e quella che allora era l’ultima nata, il Governo italiano donò a Brasilia una copia della famosa scultura della Lupa Romana che allatta i gemelli Romolo e Remo. L’opera è oggi esposta nello spazio antistante il Palazzo Buriti, sede del Governo del Distretto Federale.

Il Governo brasiliano aveva intanto manifestato il desiderio che le costruzioni delle ambasciate si armonizzassero al contesto architettonico e stilistico di Brasilia, nel tentativo di rispettare ed esprimere al meglio le rispettive tradizioni architettoniche.

Tale orientamento del Governo brasiliano indusse l’allora Ambasciatore Prato a caldeggiare la candidatura di Pier Luigi Nervi come progettista della costruzione. In quegli anni Nervi era l’architetto italiano più celebrato al mondo e le sue opere, realizzate negli anni successivi alla Seconda Guerra mondiale, erano uno dei simboli più eloquenti della ricostruzione e del miracolo economico dell’Italia. Tra le sue realizzazioni ricordiamo la Sala Vaticana, oggi denominata Sala Nervi, nella quale il Pontefice concede le sue udienze settimanali al pubblico, il Palazzo dell’Unesco a Parigi, il Palazzo dello Sport a Roma, e ancora il complesso “Italia 61” a Torino, l’Australian Square di Sydney, la Torre della Borsa di Montreal e la Cattedrale di St. Mary a San Francisco.

La costruzione dell’Ambasciata richiese sforzi notevoli e presentò varie difficoltà. Dopo l’elaborazione del progetto preliminare e la redazione del progetto esecutivo, tra il 1970 e il 1973, il 23 aprile del 1974 fu stipulato il contratto con la ditta brasiliana “Irfasa”, incaricata della realizzazione del progetto sotto la diretta supervisione dello Studio Nervi, rappresentato a Brasilia dall’architetto Piacente.

L’opera fu conclusa e consegnata all’Ambasciatore Maurizio Bucci nel gennaio del 1977, con i risultati che possiamo apprezzare al giorno d’oggi. Il primo ricevimento ufficiale in Ambasciata fu realizzato il 2 giugno del 1977, Festa della Repubblica.

L’Ambasciata oggi è meta abituale dei turisti che visitano la capitale brasiliana oltre che degli appassionati di architettura. Recentemente due famosi designer brasiliani di origine italiana, i fratelli Humberto e Fernando Campana, si sono occupati dei lavori di ristrutturazione ed arredamento di alcuni spazi interni.

 

PER SAPERNE DI PIÙ

Brasilia, sessant’anni fa – La storia della sede

Il progetto architettonico: l’edificio e i giardini

Gli interni: design e arte – Galleria fotografica

 

INIZIATIVE E PROGETTI DI SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE DELL’AMBASCIATA D’ITALIA

> PROGETTO “AMBASCIATA VERDE”

PROGETTO “AMBASCIATA ZERO RIFIUTI”