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Messaggio dell’Ambasciatore Cortese in occasione della FESTA DELLA REPUBBLICA 2024

festa repubblica

Cari Connazionali,

mi rivolgo a voi perché questa è soprattutto la vostra festa.

Quest’anno non posso iniziare il messaggio senza evocare la tragedia di Rio Grande do Sul che ha colpito tanti italo-brasiliani. Sono orgoglioso del fatto che l’Italia si è mostrata ancora una volta vicina ai suoi “figli”, inviando con un volo di oltre 15 mila chilometri, un carico di piu’ di 25 tonnellate di beni di prima necessità a favore della popolazione gaúcha, per oltre il 40% composta da italo- discendenti.

Come dicevo, oggi è la vostra festa, la festa di tutti gli italiani, perché celebriamo un momento fondamentale nella storia d’Italia. 78 anni fa gli italiani hanno fatto una scelta che ha cambiato per sempre la nostra storia e le nostre vite: è nata la Repubblica!

Molti anni sono passati, ma – a ben vedere – non tantissimi. Questo ci deve far riflettere sull’eredità che noi, figli e nipoti di quegli italiani, abbiamo ricevuto. Un patrimonio di valori solido ma allo stesso tempo fragile, che va preservato e coltivato.

Ciascuno deve fare la sua parte. Io, nel mio ruolo di Ambasciatore d’Italia sono estremamente orgoglioso di rappresentare la nostra amata Italia in un Paese meraviglioso come il Brasile.

Sono felice di aver incontrato, in questa mia ancora breve avventura, tantissimi italiani o italo-discendenti, che provano un grande amore per la nostra bellissima Patria. Io mi permetto di chiedervi di coltivare questo amore per l’Italia; di portare sempre nei vostri cuori i colori della nostra bandiera; di non stancarvi mai di promuovere le bellezze del nostro Paese e di continuare a far prova delle eccezionali virtu’ di cui da sempre siamo fieri.

Dalla cultura, al commercio, alla cucina, alla moda, all’alta tecnologia, l’Italia è un Paese che ha tanto da condividere con il mondo. Un Paese dalla storia millenaria e dalla tradizionale apertura sul mondo intero.

Lo dimostra anche la grande presenza di italiani all’estero, di cui il Brasile, a tutt’oggi, con i suoi 32 milioni di italo-discendenti, è forse il principale Paese d’approdo. Non dimentichiamoci che proprio quest’anno si festeggiano i 150 anni dall’arrivo della nave “Sofia” a Vitoria. Un anniversario storico, ma anche simbolico. L’approdo della “Sofia” simboleggia una storia di amicizia anche più lunga di quella della Repubblica, un legame tra popoli, ancor prima che tra Stati.

Lo dimostra anche la dimensione dei nostri scambi commerciali con il Brasile, con il nostro export che ogni anno fa numeri da record. Lo dimostra il crescente interesse per la nostra cultura, per il “turismo di ritorno”, il cosiddetto “turismo delle radici”. Lo dimostrano tante altre cose!

Ma tutto questo non sarebbe possibile senza il contributo fondamentale di una collettività italiana pienamente integrata nel Paese di accoglienza, ma sempre legata alle sue radici, alle sue origini.

Da Brasilia, invio a tutti voi un grande abbraccio.

Viva la Repubblica Italiana!